Scienze motorie di Verona al top a livello mondiale. La classifica internazionale ARWU di Shanghai premia i ricercatori veronesi

Le Scienze motorie dell’università di Verona, costituite dalla omonima sezione del dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento e dal Centro di ricerca Sport Salute e Montagna di Rovereto, si posizionano all’ottavo posto dell’edizione 2018 della “Sport Science School and Departments” presentata dell’Academic Ranking of World Universities (ARWU) dell’università di Shanghai.
 
Con questa posizione Verona è la prima tra le sedi di Scienze motorie italiana e si colloca a stretto contatto con i migliori centri europei e internazionali (Nord America e Australia in primis), mettendosi alle spalle atenei che hanno una lunga tradizione e anche risorse maggiori.

Avviatasi a inizio duemila dalla precedente esperienza ISEF, allora sede staccata di Bologna, Scienze motorie si è costruita in pochi anni una eccellente posizione a livello mondiale. I risultati ottenuti sono frutto di scelte mirate da parte della governance e di un gran lavoro collegiale da parte di validi ricercatori che hanno dato vita a un’area di studio e ricerca scientifica dove vige un’integrazione coordinata e produttiva delle diverse competenze, arricchite anche dalla collaborazione con università nazionali e internazionali.
Questo successo, dovuto soprattutto alla qualità di ricerca, docenza e formazione, viene valorizzato anche da un intenso rapporto, sia in ambito sportivo che sociale, con il territorio che arricchisce l’attività accademica e allo stesso tempo ne trae beneficio.

La classifica Academic Ranking of World Universities è stata ideata da un organismo indipendente dell’università Jiao Tong di Shanghai nel 2003. Lo speciale focus “Sport Science School and Departments”, sugli atenei con un dipartimento o una scuola dedicati allo sport, nasce nel 2016. In quell’anno le Scienze motorie veronesi erano al diciannovesimo posto, l’anno scorso si sono posizionate tredicesime, per arrivare ottave quest’anno tra trecento università di tutti i continenti. Il ranking, utilizzando un raffinato sistema di indicatori, si focalizza sul sistema accademico, tenendo in considerazione la qualità della docenza, della formazione e della ricerca, attraverso il numero di pubblicazioni e la loro influenza e impatto scientifico.
Questi studi nascono dal coordinamento tra la ricerca di base e quella applicata, la cui esplicita attuazione trova essenza nelle quotidiane attività scientifiche proposte nei vari laboratori di Scienze motorie. I lavori di alta formazione scientifica sono orientati a individuare azioni e strategie utili a incrementare il benessere per tutta la popolazione: dai giovani agli anziani. Un lavoro costante che ha concorso a riconoscere come eccellente, da parte dell’Anvur, il dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento attraverso un progetto di sviluppo dall’approccio multidisciplinare per favorire la qualità della vita in condizioni di vulnerabilità.

“Il dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento –afferma il direttore Andrea Sbarbati – ha un’anima corale caratterizzata dalla trasversalità delle competenze delle persone che ci lavorano. Si avvale di professionalità molto diversificate e altamente qualificate che spaziano dalla biologia alla medicina, passando per la psicologia e le scienze del movimento, e sanno raggiungere elevati successi, come testimonia il successo dell’area Scienze motorie orientata scientificamente non solo allo sport ma anche alla salute e al benessere, in un processo di sviluppo e innovazione continua”. 

Importante è anche l’interazione tra ricerca, didattica e risorse territoriali. In quest’ultima prospettiva si è avviato quest’anno il nuovo corso di laurea magistrale inter-ateneo, tra i due poli universitari di Verona e di Trento, in Scienze dello sport e della prestazione fisica. Un rinforzo della qualità attraverso ricercatori di altre sedi e consapevolezza dell’importanza di ampliare le possibilità e le esperienze.  

“Si può considerare questo risultato - spiega Federico Schena, coordinatore dell’area Scienze motorie - un riconoscimento esplicito della qualità del lavoro svolto da tutto lo staff, docenti, ricercatori, tecnici e anche molti studenti laureandi che hanno contributo in questi anni a uno sviluppo continuo e articolato nei diversi settori della ricerca applicata all’attività motoria e sportiva. Questa posizione nell’élite mondiale è anche una vetrina a livello internazionale che veicola nel panorama scientifico le Scienze motorie di Verona come una delle sedi a cui molte università straniere guardano con interesse per la realizzazione di nuovi progetti di studio comuni che sono già in cantiere e anche alla partecipazione al progetto dipartimento di eccellenza che ci siamo aggiudicati”.

https://youtu.be/OHqLxBjuRvc 

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