COMUNICAZIONE DELLA DIAGNOSI IN AMBITO ONCOLOGICO: RUOLO DELLO STILE COMUNICATIVO NELLA PROSPETTIVA DEL PAZIENTE.

Data inizio
1 maggio 2013
Durata (mesi) 
60
Dipartimenti
Neuroscienze, Biomedicina e Movimento
Responsabili (o referenti locali)
Del Piccolo Lidia

Acronym: BIO-COM

OBIETTIVI:
Razionale dello studio:
Nel 2011 (Sep et al., 2014), un gruppo di ricercatori del NIVEL Institute (Netherlands Institute for Health Services Research) a Utrecht (Olanda),  ha svolto uno studio sperimentale in cui sono stati analizzati gli effetti dello stile comunicativo del medico, sia sulla quantità di contenuti correttamente ricordati che sulla risposta di attivazione fisiologica, da parte di un gruppo di donne sane che assistevano alla visione di un filmato in cui era comunicata una diagnosi di recidiva di tumore. 
In tale studio è emerso che durante la fase di comunicazione della diagnosi di recidiva la conduttanza cutanea delle donne osservatrici aumentava e che durante la fase di comunicazione del trattamento, essa subiva un decremento che variava in intensità, in relazione allo stile comunicativo del medico (nella condizione controllo erano forniti solo contenuti di tipo informativo, nella condizione sperimentale erano aggiunte alcune affermazioni di contenuto empatico e supportivo). Nello specifico, nella condizione di comunicazione empatica e supportava si è osservata una riduzione significativa dello stato di attivazione della risposta galvanica se paragonata alla condizione di controllo. Inoltre la quantità di informazioni ricordate correttamente, fatto 100 il massimo, è stata maggiore nella condizione sperimentale (66.3 di unità correttamente ricordate vs 58.2 della condizione di controllo,  t(48)=2.31, p=.02).
Scopo del presente studio è replicare quello di  Sep et al., 2014 per comprendere in che misura lo stile comunicativo del medico può modificare la quantità e qualità delle informazioni ricordate da una potenziale paziente donna (i soggetti sono sani e viene loro richiesto di identificarsi con la protagonista del video proposto durante la sessione sperimentale) a seguito della comunicazione di recidiva di un tumore, la cui diagnosi è infausta (metastasi) e il cui trattamento consiste in diverse cure palliative.
L’end-point primario dello studio è la quantità di informazioni centrali e periferiche ricordate dalla potenziale paziente a seguito di due modalità di comunicazione sperimentalmente manipolate. In entrambi i casi infatti viene proposto un video in cui i contenuti e le modalità informative sono identici, eccetto che per l’aggiunta, in uno dei due video di alcune (quattro) affermazioni di valenza empatica e supportiva.
Outcome secondario dello studio è l’analisi della variazione del grado di attivazione psicofisiologica, misurata in termini di conduttanza cutanea e variabilità della risposta cardiaca, durante le diverse fasi della consultazione. In particolare, ci si attende, come nello studio Olandese un aumento dell’attivazione durante la fase di comunicazione della diagnosi e un decremento  dell’attivazione della risposta galvanica, soprattutto nella condizione sperimentale,  durante la fase di comunicazione del trattamento (fase in cui sono state aggiunte per la condizione sperimentale le affermazioni di contenuto supportivo da parte del medico).
Contemporaneamente alla conduttanza cutanea vengono rilevate la frequenza e l’ intensità della pulsazione cardiaca, nonché alcune variabili soggettive, quali l’ansia percepita prima e dopo la visione del colloquio videoregistrato.
 
 

Enti finanziatori:

Finanziamento: assegnato e gestito dal Dipartimento

Partecipanti al progetto

Alessandro Penso
Cinzia Perlini
Ricercatore a tempo determinato
Federico Tedeschi
Tecnico-Amministrativo

Collaboratori esterni

Minna Nardelli
Department of Information Engineering, and Bioengineering and Robotics Research Centre “E. Piaggio”, School of Engineering, University of Pisa, Italy
Alberto Greco
Department of Information Engineering, and Bioengineering and Robotics Research Centre “E. Piaggio”, School of Engineering, University of Pisa, Italy
Gaetano Valenza
Department of Information Engineering, and Bioengineering and Robotics Research Centre “E. Piaggio”, School of Engineering, University of Pisa, Italy

Attività

Strutture